• HOME
  • COME FACCIO A...
    • iscrivermi ·
    • collaborare ·
    • sostenervi ·
    • equipaggiarmi ·
  • COMUNICAZIONI
    • news ed eventi ·
    • circolari ·
  • FINALITÀ
    • mission ·
    • metodo scout ·
    • carta identità associativa ·
    • bilancio sociale ·
  • GRUPPI
    • Orsa Maggiore (Roncoferraro) ·
    • Draco (Mantova) ·
  • STORIA
    • scoutismo ·
    • CNGEI a Mantova ·
  • ADULTI
    • dirigenza ·
    • capi ·
    • clan senior ·
  • PARTNERSHIP
    • convenzioni ·
    • link esterni ·
  • photogallery
    • Per sostenere le nostre attività donaci il tuo 5x1000
 
  "Libertà è vivere!"
 
 
 
BANCHETTO REGALE
Il branco Stella del Mattino ospite della corte di Re Hrotgar.
Ogni individuo, bello o brutto, uomo o donna, adulto o bambino, è costretto a confrontarsi quotidianamente con la proprie ansie, con i propri timori, con le proprie paure. Ma che cos’è effettivamente la paura? Per cercare di dare una risposta a questa domanda il Branco Stella del Mattino è partito un’uggiosa mattina di Dicembre diretto verso il regno di Re Hrotgar, signore dei Dani.
Il regno Vichingo aveva subito l’attacco di un mostro antico, Grendel, risvegliato dai meandri del sottosuolo dai trambusti della vita quotidiana sempre più frenetica degli uomini del nord. Più di ogni altra cosa quest’abominio della natura aveva seminato il terrore, privando delle speranze e della gioia di vivere la popolazione di Herot. Il Re affranto nel vedere il regno dei suoi avi in preda alla dilagante disperazione, decise di affidare le sua ultime speranze a quel fiero manipolo di eroi, le cui gesta avevano superato come il vento le innumerevoli montagne che dividevano il reame dalla foresta del Seeone.
Le difficoltà che i lupi incontrarono sul cammino per divenire veri vichinghi furono tantissime, ma essi carichi dell’ardore dei guerrieri del passato, non cedettero mai alla sconforto. Ogni piccolo condottiero era determinato ad affrontare e a sconfiggere il male per riportare la pace nel paese. Per fronteggiare il mostro però i lupi avevano la necessità di avere l’animo sgombro e la mente lucida; forse proprio per questo il fato decise di mettere sul loro cammino il druido che viveva nella foresta. Il vecchio insegnò loro il rituale antico per confrontarsi con le proprie paure e per liberarsene. Ognuno aveva lasciato indietro un piccolo timore: c’era chi aveva paura del buio, chi dei tuoni, dei serpenti, dei mostri. Ognuno aveva deciso di capire qual era una propria paura e di affrontarla apertamente. Il cuore libero dalla nebbia del timore e traboccante della fulgidità del coraggio, permise loro di sconfiggere per sempre il temibile esercito dell’oscuro signore Grendel e di assaltare in seguito il suo stesso rifugio arroccato sulla cima del monte. Giunti al cospetto del mostro si trovarono dinnanzi ad un essere sì immondo e ripugnante ma comunque grottesco e per certi aspetti un po’ ridicolo. Uniti non avevano paura di lui. Non lo temevano più. Fu allora che Re Hrotgar, carico del coraggio trasmessogli dai lupi, ingaggiò un’estenuante lotta che lo portò, infine, ad avere la meglio.
RIFLESSIONE
Un momento di confronto per riflettere sulle proprie paure.
Le pace tornò ad Herot e i lupi si prepararono per tornare nel Seeone. Ognuno di loro però aveva capito qualcosa in più sulla paura. Capirono che avere paura molto spesso non è altro che preferire evitare il confronto con qualcosa di sconosciuto o di sgradevole. Ma loro in qualità di scout avevano l’obbligo morale di cercare il confronto sempre, in ogni cosa, su qualsiasi tema, con qualsiasi persona. Il confronto aiuta a crescere e fa migliorare. Nessuno di loro avrebbe smesso di aver paura però da quel giorno ogni qual volta il timore li avesse raggiunti, sarebbero stati più decisi a capire fino in fondo la sue cause, ragionandoci sopra, non chiudendo più gli occhi ma guardando la paura diritta in viso. Non avrebbero più avuto paura di avere paura. Diedero un nuovo significato al termine libertà, capendo che essere liberi significa non temere di fronteggiare nè gli ostacoli nè l’ignoto.
Non scorderà mai Akela quando, in attesa che il branco salisse sul pullman per lasciare così definitivamente casa Cabrini di Spiazzi, un lupetto gli si avvicinò per sussurrargli ad un’orecchio: “Grazie Akela per questo campo. Qui ho capito che essere scout è una parte di me. La cosa più saggia e pura di tutto il mondo. È imparare che Libertà è Vivere!”.

Baloo - Pierpaolo Piccinini