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  Campo sulle spalle
 
 
 
Il 25 sera mi avevano rimpinzato, riempito fino a scoppiare e temevo che il giorno dopo non sarei riuscito a partire per raggiungere la meta. Ci trovammo comunque alla stazione di Nogara appena il sole sorse (erano circa le 10) e rividi i miei amici più cari, ognuno aveva un proprio colore: chi era rosso per la rabbia, chi verde per la nausea da indigestioni di panini... Nonostante ancora non puzzassimo, la gente ci scansava ed evitava il nostro scomparto sul treno come noi evitiamo di lavarci regolarmente. Dopo un incontro ravvicinato con esemplari di scout AGESCI, siamo arrivati indenni alla prima tappa del nostro viaggio: Malcesine. La sera la passammo tranquilli in un oratorio. Il giorno dopo ci sentivamo ancora gonfi e pesanti ma partimmo comunque per la nostra grande impresa. Con l'amaro in bocca rimasto dal liofilizzato di porro e patate della sera prima la nostra camminata iniziò. Superammo vaste vallate, ruscelli di ghiaia sdrucciolevole e rovi intricati, ma con l'animo alle stelle accompagnati dal suono dell'armonica le salite non rappresentavano un problema. Ma il sogno non durò molto, salite dopo salite le nostre membra si torcevano e il dolore diventava lancinante: ogni volta che ci fermavamo qualche sudato e già estremamente puzzolente rover mi si coricava addosso, noncurante dei sassi appuntiti che mi si conficcavano fin nelle budella.
Cammino e cammino, ed ancora camino, il camino del rifugio dove finalmente avremmo potuto riposarci. Fu difficile, ma anche senza l'amaro Montenegro, ce l'abbiamo fatta. Il rifugio si presentava freddo e spigoloso ma solo una volta acceso il fuoco ci accorgemmo che effettivamente avremmo dormito in un igloo di pietra. Dall'esterno mi giungevano voci che esclamavano e urlavano di gioia al vedere Riva sotto le stelle che più della luna illuminavano la strada, la nostra strada. Riso e battute e poi una risanante dormita. -Vi lancio una sfida, mettete venti persone in uno spazio di 30 piedi al quadrato-. Svegli e “riposati” ripartimmo per la nostra grande impresa. Rapidamente la neve ci raggiunse (o meglio: noi raggiungemmo lei) così che non dovetti più sopportare le rocce conficcate nelle membra ogni volta che mi gettavo a terra per riprendere fiato. L'impresa si faceva sempre più dura, la montagna cercava di impedire il nostro cammino ma noi non ci lasciammo sconfiggere! Nonostante empie voci risuonassero nell'aria scuotendo la terra sotto i nostri piedi noi mai ci fermammo e fino in cima arrivammo. (Uh fa anche rima!).

Il rifugio ci accolse con camere da letto freddissime e un buonissimo piatto di polenta e crauti che neanche Bear Grills avrebbe potuto rifiutare dopo le infinite scatolette di sgombro rifilateci nei giorni precedenti. La pausa fu breve e il giorno dopo il cammino riprese (e qui c'è un'assonanza): spesso finivo immerso completamente nella neve dopo uno scivolone ma rapidamente venivo tratto in salvo e la marcia continuava. Tornammo al bivacco e lì trascorremmo la nostra ultima notte di campo e il freddo nulla potè contro la nostra stanchezzitudine. Finalmente estremamente alleggeriti tornammo verso la civiltà e raggiungemmo Torbole. Lì avemmo la prova decisiva del nostro estremo puzzo: attorno a noi si creò alla velocità della luce una zona di vuoto e uno stormo di condor affamati.
Da questo momento il viaggio di ritorno fu un continuo venir sbattuto di qua e di là tra autobus e treni fino al raggiungimento della stazione di Nogara, da dove tutto era iniziato. Noi non eravamo semplici raminghi che dirigendo i nostri passi attraverso lande sconosciute e desolate avevamo cercato di scoprire i segreti della vita, non eravamo nemmeno ragazzi assetati di risposte, eravamo zaini sulle spalle.

Dal diario di uno Zaino di uno Sturmer

Chicche dal campo della S.U.D.:
· Sperimentato nuovo metodo di riposo notturno: dormire con scarponcini da trekking e ghette dentro il sacco a pelo! Estremamente rilassante e scioglie i muscoli! Assicurato nessun dolore articolare. (Cit: Denis)
· Brevettata nuova granita: granita al gusto polase con neve!
· Dopo attenti studi la Sturm ha scoperto che le scatolette di sgombro si riproducono per partenogenesi.
· Sei molto affaticato? Durante gli Hike sei sempre l'ultimo della fila? Prendi delle vitamine! Ti porteranno magicamente in testa al gruppo!
· I nostri incantesimi di protezione hanno tenuto lontano Lord Voldemort, Mangiamorte e Ghermidori dai nostri rifugi per l'intera durata del campo! Annuncio di Chi l'ha Visto: chi ha visto il naso di Voldemort?
· Si riconferma campionessa per l'estrema eleganza dei suoi scivoloni Amanda Balasini! Seguita da Enrico l'aereodinamico e Caterina Bruni.